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Collaborazione con Prof. Stefano Cianetti

Con le tecniche di produzione additiva è già possibile creare strumenti, dispositivi e prodotti che potrebbero abbattere i costi dell’odontoiatria e quindi favorire l’accesso alle cure coinvolgendo più pazienti.
Per questo l’Europa guarda con attenzione a questi sviluppi tecnologici.
Sono capaci di stampare un oggetto, riproducendo le tre dimensioni reali.
Le stampanti 3d che, tra l’altro, rappresentano la nuova frontiera per la produzione di dentiere, apparecchi ortodontici e impianti.
Consentono non solo di riprodurre modelli, ma anche parti anatomiche impiantabili, di costruire su misura guide chirurgiche e porzioni ossee da innestare ove l’osso non è più presente, dove oggi le operazioni sono più complicate e con rese necessariamente meno armoniche.
Ma la riproduzione fedele della realtà non è l’unico beneficio: stampare in 3d è spesso più economico e meno invasivo rispetto alle procedure classiche finora utilizzate in odontoiatria.

3DIFIC ha sviluppato in collaborazione con Dipartimento di Scienze Chirurgiche e Biomediche, e nello specifico con il Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria diretto dal Prof. Stefano Cianetti, un’ADE (Attività Didattiche Elettive) che è il frutto di un gruppo di lavoro di esperti di implantologia e odontologia e specialisti dell’innovazione tecnologica (software di simulazione, modellazione, stampa 3D).

Immagine Software

Immagine Oggetto Stampato

Scopo della collaborazione

Valutazione plurispecialistica del livello di precisione delle impronte acquisite con i più diffusi sistemi CAD CAM in rapporto alla tecnica tradizionale con modello in gesso.

Procedimento

Realizzazione in zirconio del modello di riferimento.
Acquisizione con macchina CMM (misurazione presa come riferimento)
Acquisizione scansione del modello in zirconio tramite 4 scanners diversi, di cui 3 intra orale.
Trasformazione in point clouds dei file contenuti (STL), per essere comparati con l’output della CMM

BENEFICI

La dimostrazione di livelli di accuratezza e precisione dei sistemi di rilevamento di impronta digitale rappresenterebbero un momento fondamentale per la loro diffusione che, tramite stampe 3D, renderebbero più agevole la pratica clinica dell’Odontoiatria Protesista

Prof. Stefano Cianetti, Direttore del Corso di Laurea in Odontoiatria e protesi dentaria dell’Università degli Studi di Perugia, Dott. Pagano, et al.

Intervista a Stefano Pagano professore aggregato all’Università Degli Studi di Perugia

Quali vantaggi si hanno dall’acquisizione di impronte digitali ?

Indubbiamente l’introduzione e la progressiva diffusione negli ambulatory odontoiatrici delle tecniche di impronte digitali ha determinato tutta una serie di vantaggi rispetto alle tecniche tradizionali rappresentati da:

  • Effcienza : avere a disposizione una tecnologia immediata, facilmente gestibile rappresenta un indiscutibile vantaggio nella gestione dello studio odontoiatrico in termini di ottimizzazione dei tempi di lavoro
  • Data trasferring: uno dei limiti delle tecniche tradizionali è rappresentato dalla difficile gestione e trasporto delle impronte tradizionali con un elevato rischio di distorsione rappresentato sia da fattori ambientali (temperatura, umidità) che di gestione dei materiali (sangue, saliva, ecc). Avere file digitali permette un immediato trasferimento del flusso digitale tra ambulatori e laboratorio odontotecnico.
  • Complicanze del paziente: la presa di impronta digitale è molto più semplice rispetto alle impronte digitali e maggiormente accettata dal paziente.
  • Visualizzazione 3D delle preparazioni: rispetto alla impronta tradizionale avere la possibilità di visionare in 3D la preparazione dentale rappresenta un indiscutibile vantaggio per l’operatore, al fine di valutare qualità della preparazione, spazi richiesti e parallelismi.

Invece i possibili Svantaggi ?

  • Precisione dell’impronta: i dati della letteratura non forniscono informazioni unanimi sulla precisione dell’impronta digitale rispetto a quella convenzionale;
  • chiusura dei sistemi: molti dei sistemi di acquisizione digitali presentano codici di chiusura che impediscono di interfacciarsi con altre sistematiche;
  • royalties: costi annuali da pagare sia per il clinico che per l’odontotecnico;
  • costi elevati nell’acquisizione della sistematica di scansione.

Cosa ci può dire dell’utilizzo della stampa 3D nella costruzione di dime personalizzate?

I dati della letteratura ci riportano estrema variabilità dei successi in implantologia tradizionale; l’introduzione delle tecniche 3D ha, a mio parere, reso più accessibile e controllabile la tecnica chirurgica implantare, pur presentando, ad oggi ancora diverse criticità.

L’abilità tecnica del chirurgo implantare, associata ad uno studio attento della situazione scheletrica del paziente, determina, comunque, una sinergia che implementa la percentuale di successo.

Le tecniche 3D soprattutto per i nuovi colleghi possono rappresentare un valido ausilio nella programmazione e nella esecuzione delle riabilitazioni implantari.

Le attuali difficoltà ?

Le tecniche 3D rappresentano un indiscutibile vantaggio per il clinico odontoiatra.

Ancora a tutt’oggi, tuttavia, la scarsa conoscenza delle stesse, associata a costi molto spesso elevati nella loro utilizzazione pratica, rappresentano dei punti di criticità che ne impediscono l’utilizzo continuo e diffuso.

Una struttura in grado di affiancare il professionista nell’apprendimento e nell’utilizzo pratico di queste tecnologie garantirebbe un loro più capillare utilizzo quotidiano.

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