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Prof. Michele Scialpi, radiologo dell’Università di Perugia

3DIFIC attraverso la collaborazione con l’ospedale di Perugia utilizza tecnologie di imaging e stampa 3D per ricreare modelli tattili fisici basati su immagini ecografiche e di risonanza magnetica nucleare.
La stampa 3D è un viale nel campo della Ginecologia Pediatrica e Adolescenziale con vasta portata per future applicazioni.
E ‘facile immaginare l’uso di tale tecnologia nella formazione futura di Ostreticia e Ginecologia, la creazione di protesi di dimensioni appropriate e / o organi o tessuti per feti con anomalie (ad esempio, valvole cardiache difettose, labbro leporino, ecc), mappatura oncologica ginecologica, interventi chirurgici.
Il futuro passa attraverso la stampa 3D.

Immagine Software

Immagine Oggetto Stampato

Nadim Michel Daher (Frost & Sullivan) ha detto: “Le opportunità per la radiologia attraverso la stampa 3D potrebbero essere infinite se il servizio offerto dalla radiologia ai pazienti potesse espandersi per fornire non solo immagini da interpretare ma modelli personalizzati di guide chirurgiche e posizionatori, protesi su misura, impianti biocompatibili per la medicina rigenerativa, o modelli deformabili per lo studio degli interventi chirurgici”.

Il mondo della radiologia è sempre stato legato alla creazione di immagini che poi con il passare del tempo e l’aumento delle tecnologie queste immagini sono state rielaborate per ottenere dei Volume Rendering da poter visualizzare nei monitor. Ora, grazie alle stampanti 3D, si può toccare con mano questo volume rendering per permettere di incrementare le informazioni e per favorire una migliore e corretta diagnosi.

Con il nostro lavoro di segmentazione è possibile ottenere anche ulteriori informazioni che in molti casi portano enormi vantaggi, calcoli di volumi e distanze non lineare, evidenziazioni di aree d’aderenze

I dati sono sempre gli stessi perché non sfruttarli al massimo?

L’alleanza tra stampa 3D e medicina va avanti da diversi anni e sta portando una vera rivoluzione che si estende via via a nuove branche, in virtù delle straordinarie possibilità che offre.

Questa tecnologia permette già di riprodurre repliche 3D di fratture o aneurismi in modo abbastanza semplice, aiuta il chirurgo alla simulazione e pianificazione dell’intervento, alla progettazione di protesi e permette una selezione preoperatoria di dispositivi di osteosintesi per un trattamento ortopedico in caso di frattura.

I radiologi stanno dimostrando grande interesse per questa tecnologia.

Vediamo perché attraverso case study sviluppato da 3DIFIC con l’università di Perugia.

Scopo della collaborazione

Incrementare la capacità diagnostica dei dati forniti dalla Risonanza Magnetica biparametrica (bpMRI).

Nel caso specifico lo studio riguarda un caso di carcinoma prostatico.

Procedimento

  • Produzione di una Risonanza Magnetica biparametrica (bpMRI), eseguita senza bobina endorettale e senza mezzo di contrasto paramagnetico per vena.
  • Segmentazione tramite software medicali certificati: replica delle geometrie della ghiandola con evidenza delle lesioni potenziali
  • Modellazione tridimensionale CAD della prostata e della neoplasia.
  • Stampa della replica anatomica tramite processi di produzione additiva, in materiale trasparente (prostata) e opaco (lesioni).

BENEFICI

Consente un’esatta ricostruzione 3D dell’anatomia della ghiandola prostatica, con possibilità di evidenziare in modo più chiaro la morfologia, il volume e la sede delle lesioni index rilevate dalla risonanza magnetica.

Fornisce le coordinate della lesione assolutamente reali con un impatto significativo nella diagnosi.

Il modello ottenuto con apposito software consente di evidenziare la prostata e le relative lesioni index.

La fase di segmentazione e la ricostruzione volumetrica consentono una più affidabile correlazione con il suo grado ci aggressività.

Accurata determinazione del volume dell’ellissoide.

Prof. Michele Scialpi, radiologo dell’Università di Perugia

Intervista a Michele Scialpi, Coordinatore scientifico della Sezione di Diagnostica per Immagini e Direttore della Scuola di Specializzazione in RADIODIAGNOSTICA per l’Università Di Medicina Di Perugia.

Nell’acquisizione dell’imaging tradizionale, l’utilizzo della stampa 3D, cambia qualcosa? Se sì, cosa?

Indubbiamente, la stampa 3D rende immediata la comprensione, in particolare da parte del clinico, di immagini assiali (TC o RM) e di conseguenza rende più facile l’interpretazione dell’anatomia normale che di lesioni nell’organo ricostruito in 3D.

Si ritiene soddisfatto della qualità della replica 3D?

Certamente, molto soddisfatto per le repliche 3D di organi come la prostata.

Prima di conoscere 3DIFIC, era a conoscenza delle applicazioni in medicina della stampa 3D? Se sì, di che tipologia di applicazione parliamo? (guide chirurgiche, repliche anatomiche, ..)

Le ricostruzioni tridimensionali in particolare in TC e le loro applicazioni (es. planning pre-chirurgico di una lesione epatica) sono note dall’avvento della tecnologia TC spirale cioè da circa 20 anni. Della possibilità di stampa di un organo in 3D, come la sua replica antomica, sono venuto a conoscenza recentemente.

Per cosa pensa possa essere utilizzato la stampa 3D/ tecnologie 3D nel suo settore?

In particolare, oltre a stampe 3D di immagini TC, per la stampa 3D di organi come la prostata. La stampa rende immediata la comprensione dell’anatomia zonale, della morfologia e delle dimensioni della ghiandola nonché la precisa localizzazione di lesioni con possibilità di utilizzo per biopsia cognitiva.

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